Testo Cristelli PPQ

Il Piccolo Paesaggio di Giovanni Gargano…Quadra
di Rosario Andrea Cristelli

Piccolo Paesaggio Quadra è la quadratura del cerchio della ricerca pittorica astratta di Giovanni Gargano sul piccolo formato che raffigura la diversità dei paesaggi. Un linguaggio mistico, una composizione armonica, un equilibrio visivo tra forma e contenuto che si apre al nuovo: sovrapposizione, reiterazione, ibridazione di colori e linee che si fanno strisce che spesso negano la rappresentazione del paesaggio della realtà, parzializzandolo, per dare poi luogo alla rappresentazione del nuovo paesaggio, poco canonico ma affascinante e certamente astratto. Una pittura informale che esclude nell’esito finale, la rappresentazione di ogni forma definita e oggettiva. Tuttavia quella di Giovanni Gargano è una espressione grafica assimilabile alla pittura segnica, quel filone informale dell’astrattismo che non ha mai rifiutato nettamente la rappresentazione della forma, rendendola spesso latente, sottesa, non riconoscibile. In questa ricerca, infatti, la forma, benché non del tutto assente, tende a trasformarsi in segno cioè in un elemento grafico di riconoscibilità formale ma non strettamente contenutistica. Come nelle ricerche della pittura segnica, si tende a costruire nuovi scenari visivi, ma spesso poco concettuali, attraverso l’uso del segno e della sua essenzialità. Tra gli artisti più significativi di questa tendenza si può pensare a Giuseppe Capogrossi o al Francese George Mathieu, oppure a Wols (pseudonimo di Wolfgang Schultze) e Hans Hartung, di origine tedesca. Non si può esulare da un riferimento alla pittura sintetica dell’americano Mark Rothko, espressionista astratto che ha saputo concettualizzare poeticamente e pittoricamente il dramma, facilmente assimilabile ad alcuni paesaggi di Giovanni Gargano in cui la visione astratta è palesemente urbana, evocando lo spazio della città, con l’esplosione di luci, tipica della metropoli contemporanea. Nei lavori di Giovanni Gargano si trovano spesso contestualmente tesi e antitesi di pensiero. Le dicotomie, infatti, risultano fondamentali per costruire impalcature teoriche che reggono la sua attuale produzione pittorica. Una continua ricerca tematica, tecnica e disciplinare che dal dubbio e dalle dualità possibili muove verso nuovi orizzonti grafici. L’approfondimento pittorico di Giovanni Gargano si alterna tra scoperta della disciplina e anarchia del gesto primordiale. Progettazione di una scena pittorica e casualità di un esito espressivo; una alchimia cromatica, delle volte non progettata ma, fortemente caratterizzante. Pensiero e azione si alternano, spesso si fondono e uno prevarica incondizionatamente sull’altro. Scena astratta e titolo fortemente figurativo che lascia immaginare il significato celato tra i segni. Fatalità e intenzionalità animano la sua produzione, ricca di suggestioni e apparenze ma anche di forza e sostanza. Semplicità del gesto e complessità di pensiero che nell’astrazione lasciano ritrovare la declinazione di un paesaggio. Quello di Giovanni Gargano è certamente un intimo contatto con la pittura, sia per la dimensione delle opere, decisamente piccole, che, per il libero rapporto con la superficie, il colore e la sua stesura, la sua forza, la sua nuova identità. Una ricerca astratta mossa dalla curiosità del segno; dalla voglia di confrontarsi con la superficie atopica, grezza, bianca, pura, anonima. La volontà di superare la figura che spesso si cela sotto segni visivamente più ingombranti. Colore, casualità, libero arbitrio, purezza, assenza di regole, colore steso e poi raschiato; superficie accarezzata, graffiata, incisa, bruciata: segnata e composta. Nessun obiettivo, nessun soggetto. Tavolozza libera, gesto libero. Ogni opera è indipendente, equilibrata, nasce libera e sola; ogni opera se pur piccola, basta a se stessa ma, nel contempo, è legata a doppio filo alle altre, per ricerca cromatica, tecnica o comunque solo per il piccolo formato. Segno grafico come costante rimando al paesaggio ed ai suoi elementi fondanti nel mutare delle stagioni. Sebbene l’indagine astratta e di orientamento informale, si apre agli occhi di chi guarda il piccolo paesaggio. Un paesaggio mai volutamente cercato a priori ma, inesorabilmente percepito, come sensazione interiore prima e visiva dopo, quasi come esito finale di necessità. Dall’umidità dell’acqua, alla fangosità della terra, al respiro dell’aria, alla forza del fuoco alle luci al neon, eco di un moderno paesaggio urbano. Quadra è piccolo paesaggio che si inquadra rappresentando lo scenario delle quattro stagioni con le sue sfaccettature. Piccolo Paesaggio Quadra è una ricerca di appagamento personale senza pretese di apprezzamento; come ha affermato Giovanni Gargano a conclusione di un suo recente ragionamento sulla serie dei piccoli paesaggi: ”Per me è così, tutto sommato è quello che vedo io; la mia ricerca attuale è il paesaggio: un paesaggio che Quadra”. La serie Piccolo Paesaggio Quadra è composta da 41 paesaggi, 37 quadrati di lato 15 cm e quattro rettangolari, di cui uno solo verticale.

BioGargano
Giovanni Gargano nasce a Palermo nel 1975. Dopo la laurea in ingegneria chimica, si trasferisce nella città di Milazzo e successivamente nel limitrofo Comune di Merì dove attualmente risiede con la famiglia. Dal 2008 Giovanni Gargano si è accostato con grande umiltà al mondo dell’arte, praticando uno studio sempre più serrato sul tema che, lo induce alla pratica della pittura. Maturando l’esigenza di una guida tecnica, frequenta i corsi del maestro Mariano Parisi, raffinando con l’esperienza la gestione del segno e l’uso del colore, svolgendo esercizi intorno al figurato. Dal 2016 la sua ricerca personale si confronta con la pittura astratta di matrice informale. Da questa nuova ricerca viene fuori la serie Piccolo Paesaggio Quadra_2017, il suo primo ciclo di opere tematiche di piccolo formato. Giovanni Gargano negli anni ha partecipato a numerose collettive ed estemporanee di pittura, sempre intese come continuo confronto e stimolo di crescita personale.