Seminario_Presentazione Ricerca 06 Venerdì 14 ottobre 2016

Abstract
L’occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione del 16 ottobre 2016 “Il clima sta
cambiando. L’alimentazione e l’agricoltura anche.”
Anche il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, di concerto con il Ministero
degli Affari Esteri, propone di dedicare, nelle scuole l’attività didattica del 14 ottobre 2016 al
tema dell’alimentazione.
In occasione di questa Giornata mondiale dell’alimentazione del 16 ottobre 2016 il tema sarà
“Il clima sta cambiando. L’alimentazione e l’agricoltura anche.” che celebra la FAO.
GALLERIA PROgetto CITTA’ presenta la ricerca Youth Exchange in Cyprus “La sostenibile
leggerezza dell’arte contemporanea a Barcellona Pozzo di Gotto” con opere a tema in
mostra che raccontano la sana alimentazione della dieta mediterranea da riscoprire e
valorizzare nell’epoca virtuale che scandisce il nostro tempo, con estrema rapidità, mettendo
spesso da parte la nostra identità, i nostri sani principi e le sane abitudini, anche alimentari.
La ricerca dell’Architetto Cristelli è già stata presentata a Cipro dalla Dott.ssa Anna De
Trovato, in un’occasione dello scambio internazionale sul tema dell’alimentazione,
dell’ambiente e delle nuove energie.
Obiettivo finale della ricerca
Promuovere il valore dell’arte contemporanea e della mediterraneità come energia per la vita,
attraverso un’educazione alla nutrizione. Una palestra fisica e mentale, ma soprattutto attraverso
l’esperienza estetica del saper vivere naturalmente. La dieta mediterranea, come plus valore
sostenibile che può contribuire a migliorare lo stile di vita dei più giovani.
La dieta mediterranea è stata giustamente riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio
dell’umanità.
Arte, ambiente, salute, sostenibilità e nutrizione sono i temi affrontati in questo intervento, grazie al
contributo di GALLERIA PROgetto Città, che ha fornito gli spunti e gli elementi per condurre
questa ricerca con cui si è riusciti a caratterizzare il tema di questo progetto “Eco-Health”.
“Non esiste alcuna certezza che Dio abbia affidato davvero all’uomo il dominio sulle altre
creature. E’ invece più probabile che l’uomo si sia inventato Dio per santificare il dominio
che egli ha usurpato sulla mucca o sul cavallo.” (Milan Kundera, L’insostenibile leggerezza
dell’essere)
Project concept
Presupponendo che l’espansione della popolazione mondiale prevista da 6 a 9 miliardi di
persone aumenterà la “pressione” sull’ambiente, sarà necessaria considerare un modello di
crescita sostenibile come priorità per l’Europa.
La ricerca si struttura prendendo coscienza del delirio digitale e della velocità virale che guida
spesso, purtroppo, i giovani nella loro quotidianità, sempre più legata alla rete virtuale
immateriale e sempre meno alle relazioni sociali della città fisica, abbandonando le sane
abitudini, anche alimentari, legandole al consumismo dei prodotti omologati frutto della
globalizzazione estrema che può omologare passivamente a discapito dell’ identità.
L’obiettivo principale della ricerca dal titolo “La sostenibile leggerezza dell’arte contemporanea a
Barcellona Pozzo di Gotto” è promuovere uno dei più forti valori europei: il rispetto per
l’ambiente, per la salute e per le sane abitudini alimentari nel nome dell’arte, raccontando
l’esperienza virtuosa di Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina, in Sicilia.
Fondamentale la partecipazione sociale e l’arte contemporanea, figurativa, simbolica e concettuale,
in stretta relazione all’ambiente in un contesto innovativo, di recupero urbano dell’Ex Tracciato
Ferroviario di piazza stazione, oggi divenuto polo Culturale/Commerciale, luogo privilegiato delle
relazioni contemporanee, con il Parco Urbano in cui si trova l’opera d’arte ambientale di Hidetoshi
Nagasawa “Il giardino di Proserpina” che ci invita a vivere il tempo lento, con la meditazione,
l’osservazione della natura ed il pensiero mediterraneo legato alle sue essenze.
Sostenibilità ambientale e stili di vita alternativi, per una più sana gioventù, con crescita salutare e
nuovo sviluppo consapevole delle risorse locali. Quello sviluppo già auspicato dall’artista
concettuale Emilio Isgrò che nell’anno 2000 lo aveva già ipotizzato, installando quel titanico Seme
d’arancia alto sette metri. Un’operazione artistica virtuosa che richiamava l’attenzione sull’identità
locale della città di Barcellona Pozzo di Gotto, un tempo nota per il commercio e la lavorazione
degli agrumi. Il frutto immateriale ipotetico cresciuto dalla sua installazione è oggi la socialità
diffusa che gli ruota attorno. Il Seme d’arancia di Emilio Isgrò rappresenta ormai il simbolo della
rinascita culturale della città, partendo proprio dalla memoria del luogo che ospita i nuovi
situazionismi urbani, la vecchia stazione da cui partivano interi treni carichi di agrumi per
raggiungere l’Europa. Le organizzazioni giovanili, con strumenti educativi informali possono
acquisire conoscenza contribuendo alla creazione di nuove attività, anche occupazioni per i giovani
migliorando l’esistente in maniera consapevole, salutare e sostenibile.
La dieta mediterranea
Si intende un modello nutrizionale ispirato alla tipica alimentazione della popolazione del
mezzogiorno italiano e della Grecia. I paesi che si affacciano sul bacino mediterraneo
condividono tradizionalmente la disponibilità degli stessi alimenti, derivati dall’agricoltura, dalla
pastorizia e dalla pesca. Inoltre alcuni studi, ampiamente accettati dalla comunità scientifica, hanno
provato che in queste aree geografiche, nei primi anni sessanta, l’aspettativa di vita era tra le più alte
del mondo; al contrario l’incidenza di malattie come la cardiopatia, ischemia, alcuni tumori e altre
malattie croniche correlate alla dieta era invece tra le più basse del mondo; questo avveniva
nonostante l’elevata abitudine al fumo, il livello socio-economico basso e la scarsità di assistenza
sanitaria in quei luoghi e in quel contesto storico. In numerosi altri studi condotti in contesti
geografici ed economici differenti, utilizzando una dieta con le stesse caratteristiche, è stata
osservata ugualmente una minore frequenza di malattie croniche e una maggiore longevità. E’
significativo che la dieta mediterranea sia diffusa nelle aree che si affacciano sul mar
Mediterraneo dove tradizionalmente vengono coltivati gli ulivi. Esistono varianti della dieta
mediterranea, meno definite e meno studiate, in altre parti dell’Italia e della Francia, in Libano,
Marocco, Portogallo, Spagna, Siria, Tunisia, Turchia ecc. Infatti sul bacino mediterraneo si
affacciano sedici nazioni: la dieta e le tradizioni gastronomiche di esse variano ampiamente a
causa di differenze etniche, culturali, religiose, economiche e di produzione agricola.
Le caratteristiche della dieta mediterranea sono:
abbondanti alimenti di origine vegetale come frutta, verdura, ortaggi, pane e cereali, patate,
fagioli e altri legumi, noci e semi, fichi freschi, al naturale, di stagione, di origine locale; frutta
fresca come dessert giornaliero;
dolci contenenti zuccheri raffinati o miele poche volte la settimana;
olio di oliva come principale fonte di grassi;
latticini (principalmente formaggi e yogurt) consumati giornalmente in modesta-moderata
quantità;
pesce e pollame consumato in quantità modesta-moderata;
da zero a quattro uova la settimana;
carni rosse in modesta quantità; vino consumato in quantità modesta-moderata,
generalmente durante il pasto.
Questa dieta ha un contenuto basso in grassi saturi (inferiore al 7-8%), ed un contenuto totale di
grassi da meno del 25 a meno del 35% a secondo delle zone. Inoltre originariamente era associata a
regolare attività fisica lavorativa, ad esempio nei campi o in casa.
Il contenuto calorico della dieta mediterranea nelle indagini di popolazione non superava le 2500
Kcal per l’uomo e le 2000 Kcal per la donna, comunque l’introito calorico non andava oltre il
consumo metabolico con l’attività fisica.
In sostanza si trattava della dieta di una popolazione rurale, povera e frugale. Come dieta
mediterranea di riferimento nel Seven Country Study è stata considerata quella di Nicotera; i vari
componenti di essa, espressi come percentuali dell’apporto calorico totale (in rilievi della durata di
sette giorni in differenti stagioni del 1960) sono: cereali 50-59%, olio di oliva extravergine 13-17%,
vegetali 2,2-3,6%, patate 2,3-3,6%, legumi 3-6%, frutta 2,6-3,6%, pesce 1,6-2%, vino rosso 1-6%,
carne 2,6-5%, latticini 2-4%, uova e grassi animali molto scarsi